I Trabucchi

Un trabucco del Gargano

è una massiccia costruzione costruita in legno, che consiste in una piattaforma ancorata alla roccia da grandi tronchi di pino d’aleppo , che si protende nel mare, da dove due (o più) lunghe braccia chiamate antenne si stendono sospeso alcuni piedi sopra il acqua e supporto di una rete enorme, a maglie strette (chiamato trabocchetto ).

La morfologia delle coste del Gargano determinò la presenza di due diversi tipi di trabucco: il trabucco garganico è solitamente ancorato a una piattaforma rocciosa, estesa longitudinalmente alla linea di costa, da cui partono le antenne . 

Il trabucco è stato inventato nella regione ed importata dai Fenici . La prima esistenza documentata risale al XVIII secolo, durante la quale i pescatori del Gargano, in quel periodo scarsamente popolato, escogitarono un’ingegnosa tecnica di pesca che non era soggetta alle condizioni meteorologiche della zona. I trabucchi sono stati costruiti nei più importanti promontori che sporgono verso il mare attraverso un sistema di armi monumentali in legno: un trabucco permette di pescare senza dover essere sottomesso alle condizioni del mare utilizzando la morfologia della costa rocciosa del Gargano.

Al momento ha perso la loro funzione economica avuta nei secoli passati quando erano la principale fonte economica di intere famiglie di pescatori, i trabucchi sono diventati il ​​ruolo di simboli culturali e architettonici e di attrazione turistica ed alcuni famosi ristoranti sul mare.

Trabucco di Monte Pucci

Trabucco di Monte Pucci

Monte Pucci (296 m) è un rilievo posto a est ovest del promontorio su cui insiste il centro abitato di Peschici. In realtà si tratta dell’ultima parte di una lunga dorsale che montuosa che nasce in prossimità della Foresta Umbra (loc. il Parchetto, 560 m) e allunga verso il mare dando origine ad un continuum vegetale che termina con queste splendide falesie la cui parte estrema è costituita da un promontorio stretto e allungato nel mare.
Attraverso il sottosuolo di questa lunga dorsale giungono al mare le acque che sfuggono alla presa delle radici dei faggi, dei cerri e dei carpini per riemergere direttamente in mare. Qui la loro presenza diventa elemento di richiamo durante il passaggio stagionale degli avannotti.
Abbarbicati alla roccia, come i pini d’Aleppo nel legno dei quali sono forgiati stanno in questo stretto promontorio tre trabucchi, uno rivolto verso est e gli altri due verso ovest. Le loro lunghe pertiche si allungano verso il mare pronte a sostenere la pescata. Non a caso il trabucco era chiamato “la punta d’oro”. Il loro aspetto è di grande fascino sia per il contesto di inserimento, sia la tecnica costruttiva che li fa apparire come santuari pagani dedicati alla forza di questo mare. Il principale trabucco è in attività. Il vicino ristorante, che ne ha copiato il nome, garantisce un utilizzo certo del pescato. La presenza di questo trabucco è documentata dalla seconda metà del Novecento. Lo stato di conservazione è buono per la costante manutenzione effettuata. E’ il trabucco più grande della zona. godendo di una licenza governativa di 530 mq complessivi, di cui 55 sulla costa e per l’impalcatura e 475 per lo specchio d’acqua circostante.
Il trabucco di Montepucci è il primo costruito in questa zona; il primo titolare fu Michele Lagroia, che lo lasciò in eredità alla figlia maggiore, che sposò un Fasanella. Da allora è stato tramandato in eredità: gli attuali possessori sono Matteo Fasanella e i suoi fratelli. Qualche anno fa, dopo una burrasca, esso fu seriamente danneggiato, ma è stato rimesso in piedi dal titolare. Matteo Fasanella è un esperto di trabucchi tanto da essere l’autore del primo libro scritto sul tema. Egli racconta che un tempo la pesca, riguardava solo l’ottimo pesce azzurro. I trabucchi hanno invece garantito la pesca di pesci di maggiore qualità e appetibilità.
IL trabucco di Monte Pucci è anche il luogo in cui sembra essersi verificato uno dei miracoli di Sant’Elia. Secondo la storia raccontata da Matteo Fasanella, verso la fine dell’estate, durante una giornata di magra pesca giunse al trabucco un frate che chiese ai pescatori l’andamento della giornata. Ma loro gli risposero che si trattava di una giornata di magra. Ma il frate li rincuorò dicendogli che sarebbe stata una giornata di grande pesca. I pescatori non gli vollero dare ascolto e stavano abbandonando il trabucco, quando uno dei pescatori trovò l’immaginetta di Sant’Elia e si accorse delle incredibile somiglianza. Fu proprio in quel momento che un altro pescatore si accorse delle reti che si erano riempite di pesce. Così uniti dallo stesso spirito cominciarono a girare gli argani. La rete venne su colma di pesci. Si voltarono allora a guardare se ci fosse ancora il monaco. Ma il frate, con un gesto del braccio, salutò tutti e sparì nel nulla.

Trabucco di San Nicola

Trabucco di San Nicola

Ad est del promontorio che ospita l’abitato di Peschici si trova il piccolo promontorio roccioso di Punta S. Nicola. Sul lato rivolto l’abitato si trova il trabucco omonimo, con i suoi pali rivolti verso il mare, uno dei pochi ancora in attività. Dall’altra parte del promontorio è possibile infatti scorgere i resti di un altro trabucco chiamato, per distinguerlo dal precedente “trabucco di Punta S. Nicola”. Punta S. Nicola è anche un ottimo punto panoramico che consente di osservare il versante orientale dell’abitato di Peschici, le sottostanti baie e la vicina Punta di Manaccora, famosa per i suoi ritrovamenti archeologici. Le falesie attorno sono tutte punteggiate di grotte marine o che si affacciano sulle spiagge. Il trabucco di S. Nicola è edificato su una bassa scogliera, senza casotto annesso. Poco distante si trova l’edificio in legno di un ristorante. Questo elemento di connubio garantisce anche la sua persistenza nel tempo e una manutenzione delle strutture.

Trabucco Manaccora

Trabucco di Manaccora o Zaiana

Il promontorio di Manaccora è certamente più noto per le sue testimonianze archeologiche, ma in ogni caso esso ospita anche uno dei trabucchi peschiciani ancora in attività. Punta di Manaccora è uno stretta promontorio marino, che divide con la sua presenza la spiaggia di Manaccora originata dall’apporto del canale della Crapanese da quella di S. Nicola originata dall’apporto della valle omonima. Sul lato ovest della Baia di Manaccora è presente la famosa cavità naturale all’interno della quale è stata accertata la presenza di un nucleo umano databile all’età del bronzo (XII-XI sec. a.C). Sul promontorio è anche possibile osservare i resti di un villaggio capannicolo e la necropoli. Alla valenza archeologica si associa l’aspetto paesaggistico e naturalistico per la presenza di vegetazione mediterranea. Il trabucco è situato sul lato che guarda verso l’abitato di Peschici. D’estate il trabucco funziona come ristorante per i turisti desiderosi di mangiare il pesce appena pescato in questo incantevole scenario marino.

Trabucco di Calalunga

Trabucco di Calalunga

Il promontorio di Calalunga si trova ad oriente dell’abitato di Peschici a crica 4 km. in linea d’aria. Sul versante orientale del promontorio è presente il trabucco omonimo. Il trabucco pesca quindi nella baia posta tra Calalunga e Punta Usmai. Su quest’ultima è presente un altro trabucco che pesca nella baia adiacente.
Poco distante dal trabucco di Calalunga, verso il centro del promontorio si erge la torre costiera difensiva del XVI sec. Il promontorio è incorniciato nel verde della pineta di Manaccora che ammanta i rilievi attraversati da profondi sistemi di valli carsiche. La pineta è la macchia discendono nel promontorio sin quasi al mare, interrotti solo dalla presenza di rare residenze e dagli scogli battuti dai marosi. Alla torre e al trabucco si accede attraverso una stradina che parte al centro di un tornante della strada costiera. Il trabucco è di piccole dimensioni, ma il contesto di inserimento è di grande fascino. 

Trabucco Punta Usmai

Trabucco Punta Usmai

Punta Usmai è una delle piccole penisole affacciate nel mare Adriatico. L’area è posta ad oriente di Peschici da cui dista circa 7 km. La penisola ha una forma vagamente triangolare il cui vertice proteso verso il mare termina con un articolato ricamo di scogli e microinsenature. Sulla punta estrema di questo paesaggio di roccia si trova il trabucco e a breve distanza una torre di avvistamento costiero del XVI secolo. La roccia presenta una limitata falesia alta circa 2 metri dai quali si protendono le lunghe antenne dei pali del trabucco, tese a sostenere la rete da pesca. In trabucco ancora in attività ha dimensioni limitate e manca di un tipico gabbiotto per il ricovero delle attrezzature. Poco distante dal trabucco si trova la grotta marina detta del Riccio.

Trabucco Forcicella

Trabucco di Forcichella o Manacore

Il trabucco Forcichella si trova in territorio di Peschici a circa 8 km. dall’abitato. Il trabucco è edificato su un promontorio a forma semicircolare, interessato da numerosi insediamenti turistici frammisti alla vegetazione spontanea. La baia in cui il trabucco pesca è delimitata verso nord-ovest dalla Punta Usmai, ben riconoscibile per la presenza della Torre omonima e su cui opera un analogo trabucco.
Ad oriente, in direzione Vieste si sviluppano le frastagliate coste che preludono la baia e la palude di Sfinale, annunciate dalla omonima torre di avvistamento costiero.

Uno degli Ultimi trabucchisti Marino Giuseppe