Torri Saracene

Le torri di Avvistamento fatte erette per la protezione delle popolazione dalle continue invasione dei Saraceni e dei Turchi

Torre di Monte Pucci

Torre di Monte Pucci

Del XIV° Secolo Posta la confine tra l’agro di Vico del Gargano e quello di Peschici, la Torre di Monte Pucci domina la sottostante piana di Calenella, quella di Padula con il porto e il promontorio su cui si erge in centro urbano di Peschici. L’edificio fortificato, ben visibile percorrendo la costiera che collega Peschici con S. Menaio e Rodi Garganico, si leva a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica. La torre ha base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide. Il varco di accesso, come di consueto rivolto verso monte, è soprelevato rispetto al piano di campagna: in origine raggiungibile con scala retraibile, presenta oggi una poco indicata scala di marmo bianco che accede alla “Cantina il Baccanale” ricavata nel vano voltato della torre. Nelle pareti laterali si aprono le feritoie. La torre, ha perso l’originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la sola funzione di avvistamento (non difensiva). La torre è completa nei due piani. Una delle caratteristiche della Torre di Monte Pucci, è di essere ubicata su un tratto di costa affacciato direttamente verso nord, per cui è possibile in estate vedere sorgere e tramontare il sole sullo stesso mare. La Toore presenta nache un notevole valore panoramico: in lontananza, nelle giornate terse si possono scorgere le Tremiti e le isole della Dalmazia.  Ad oriente si gode un magnifico panorama sull’abitato di Peschici e ad ovest si può ammirare in lontananza l’abitato di Rodi Garganico preceduto dal lungo arenile di San Menaio. In prossimità della torre sono situati tre trabucchi da pesca. Intorno agli anni Sessanta, la Torre di Montepucci divenne, per qualche anno, la residenza dell’artista Manlio Guberti che vi aprì un ospitale Club della Tavolozza.  Pittore, incisore e poeta, Guberti aveva studiato musica e giurisprudenza e si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Partecipò alla Biennale di Venezia e ad oltre 50 esposizioni personali in Italia e nel mondo.

Torre di Calalunga

Torre di Calalunga

La costa garganica posta ad oriente di Peschici è tutta un susseguirsi di piccoli promontori rocciosi, che racchiudono preziose calette sabbiose, incorniciate da fitte pinete e formazioni di macchia mediterranea.
Un luogo ideale per la balneazione, anche per chi nei secoli, provenendo dal mare, cercava di approdare a terra ed in maniera subdola aggredire le popolazioni costiere. Per questo motivo durante il Viceregno di don Pedro Afan de Ribera, su proposta del governatore Carlo Caracciolo, nel 1564, fu stabilita la costruzione di torri fortificate lungo le coste, per svolgere un compito di controllo, avvistamento e difesa degli abitati e delle popolazioni.
La prima torre posta ad oriente dell’abitato di Peschici è Torre di Calalunga. Nel 1570 la torre venne assalita e smantellata dai Turchi. Ma successivamente proprio per la sua funzione strategica la torre fu ricostruita.  Si tratta di una tipica torre a base quadrangolare e forma di tronco di piramide. La torre ha perso la sua originaria copertura che è stata sostituita da una più recente. Il promontorio di Calalunga su cui sorge, domina ad occidente le punte di Manaccora e S. Nicola che precedono Peschici. Ad oriente si trova invece il promontorio e la Torre Usmai.

Torre Usmai

Torre Usmai

è situata su un piccolo promontorio posto ad oriente di Peschici tra il promontorio di Calalunga e la costa rocciosa di Sfinale. La torre a una tipica base quadrangolare e forma di tronco di piramide. La torre è accessibile grazie ad una strada che si imbocca dalla litoranea.  Poco distante dalla torre si trova l’omonimo trabucco, famoso per una  pesca eccezionale  quando 10 tonnellate di cefali argentati vennero catturati in una sola pescata.

Torre Sfinale
Torre Sfinale

Del XVI° Secoclo, posta a chiudere la baia omonima a nord-ovest, si trova la Torre di Sfinale. Purtroppo la torre è ormai solo un rudere. La posizione, su un basso promontorio roccioso, conferiscono a Torre Sfinale un fascino particolare facendola apparire sempre sospesa tra il mare e il cielo.
La lunga piaggia di Sfinale, incorniciata dagli sbocchi del valllone di Sfinale e Sfinalicchio chiude verso il mare le acque della palude omonima. Poco distante la grotta dell’acqua e altre testimonianze archeologiche fanno comprendere l’attrattività esercitata da questo luogo sull’uomo sin dai tempi più remoti. La torre a una tipica base quadrangolare e forma di tronco di piramide. Sempre sul promontorio roccioso si trovano i resti di un trabucco.